Mobilità - I segni del collasso

Mobilità - I segni del collasso

In questo libro l’autore descrive, partendo dal suo principio di Pensiero Intrecciato la situazione fuorviante provocata dalla tendenza verso una Automobilità, non delineando scenari senza via d’uscita, ma proponendo con chiarezza di stile soluzioni concrete per il futuro del traffico che delineano una nuova definizione di mobilità.
Info
ISBN :
Pagine :
Anno :
9788868321666
226 B/N
1996
Collana :
Formato :
Inediti
Brossura 21x30 cm
ISBN :
9788868321666
Pagine :
226 B/N
Anno :
1996
Collana :
Inediti
Formato :
Brossura 21x30 cm
Autore
Paolo Brunetti

Nasce nel 1945 a Granaglione, un paese dell’Appennino toscoemiliano. Si laurea in Giurisprudenza nel 1970, nel pieno della protesta sessantottina, con una tesi di critica dell’ideologia del diritto sindacale e, subito dopo, butta via libri e codici. Milita in Potere Operaio prima e in Autonomia Operaia poi, attorno alla rivista “Rosso”. Dirigente del Comune di Casalecchio di Reno, presso Bologna, denuncia pubblicamente, nel 1974, le speculazioni edilizie e gli intrecci affaristici del PCI. È uno dei soci fondatori della cooperativa che dà vita, a Bologna, a Radio Alice, prima radio libera. Partecipa attivamente alle lotte degli anni Settanta, nel CLEP (collettivo lavoratori enti pubblici), ed in seguito, per l’attività politica e di denuncia svolta, verrà ripetutamente (tra il 1977 e il 1984) inquisito e incarcerato per reati di sovversione dai magistrati di area PCI ma uscirà completamente assolto da ben 5 procedimenti penali. Tra il 1981 e il 1984 lo troviamo esule tra la Corsica e Parigi. Tornato al suo posto di lavoro nel 1984 dà vita a un sindacato autonomo che sarà il suo principale strumento per combattere la meritocrazia e le privatizzazioni nei servizi pubblici portate avanti soprattutto dal PCI. Intanto, nel 1982, assieme ad altri amici, aveva dato vita alla Società Editrice Andromeda, di cui sarà Presidente sino al 2012, per “dare spazio e voce” a centinaia di ricercatori inascoltati dall’ufficialità nei campi del sapere più disparati (economia, salute, fisica, biologia…). Oggi ne è il Direttore Editoriale. A metà degli anni ’90 collabora alla costruzione della trasmissione televisiva “Report” di Milena Gabanelli e degli spettacoli di Beppe Grillo. Nel 2000 ritorna con la famiglia da Bologna al ‘paesello’ d’origine, ma anche lì non sfugge al suo karma e quindi lo troveremo in prima fila nella difesa dei beni comuni (acqua, ambiente, sanità, trasporti) sotto attacco da parte delle orde neoliberiste e neofeudali che spadroneggiano in Europa. Ama definirsi un combattente per la libera informazione e la difesa dei beni comuni. Si ritiene un uomo fortunato perché è sempre riuscito a fare quello che ha voluto, perché ha avuto molti, e autentici, amici, e perché è padre di due figli, Giulio e Marta, che ama e stima profondamente.

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