Il mercato degli innocenti

Il mercato degli innocenti

A Ersilia, per stabilire i rapporti che reggono la vita della città, gli abitanti tendono dei fili tra gli spigoli delle case, bianchi, o neri, o grigi, o bianco e neri a seconda se segnano relazioni di parentela, scambio, autorità, rappresentanza. Quando i fili sono tanti che non si può più passare in mezzo gli abitanti vanno via: le case vengono smontate restano solo i fili e i sostegni dei fili. Dalla costa d’un monte, accampati con le masserizie, i profughi di Ersilia guardano l’intrico di fili tesi e pali che si innalza nella pianura. È quello ancora la città di Ersilia e loro sono niente. Riedificano Ersilia altrove. Tessono con i fili una figura simile che vorrebbero più complicata e insieme più regolare dell’altra. Poi l’abbandonano e trasportano ancora più lontano sé e le case. Così viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle città abbandonate, senza le mura che non durano, senza le ossa dei morti che il vento fa rotolare: ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma. (da “Le città invisibili” di Italo Calvino)
Info
ISBN :
Pagine :
Anno :
9788868321758
134 b/n
2022
Collana :
Formato :
Inediti
Brossura 14,8 x 21 cm
ISBN :
9788868321758
Pagine :
134 b/n
Anno :
2022
Collana :
Inediti
Formato :
Brossura 14,8 x 21 cm
Autore
Serena Frascaroli

Serena Frascaroli nasce a Bologna il 19 luglio 1951. Dopo il diploma all’istituto magistrale e l’insegnamento a Casalecchio di Reno intraprende gli studi di scienza dell’educazione e si dedica ai problemi di disabilità minorile. Inizia la ricerca sulla psicomotricità relazionale in Francia con Anne e Andrée La Pierre che in seguito inviterà a Casalecchio di Reno per realizzare un percorso formativo per rieducatori in collaborazione con la Polisportiva Giovanni Masi. Insieme ad alcuni dirigenti della Uisp è a Praga negli anni Settanta, ove studia con il professor Oak l’attività natatoria per neonati. Questa attività si realizzerà poi a Casalecchio di Reno per la prima volta in Italia sempre in collaborazione con la Polisportiva Masi e il Comune di Casalecchio. In seguito Serena diventerà dirigente della stessa Polisportiva Masi e verrà assegnata dal Comune all’assessorato allo sport e poi distaccata su richiesta del Provveditorato agli studi per realizzare una formazione psicomotoria agli insegnanti delle scuole elementari di tutta la provincia. Scriverà quindi il testo proprio per le scuole elementari “Signorina giochiamo alla ginnastica”. Nel 1987 costituisce l’Arci ragazzi di Bologna di cui è ancora presidente e poi in collaborazione con la Regione Emilia Romagna promuove progetti di scambi giovanili in Europa, in Egitto e in Tunisia. Va in pensione a 39 anni e da allora si dedicherà esclusivamente al volontariato. Si occuperà soprattutto di aggregazione giovanile minorile anche rispetto al disagio e alla prevenzione e poi di immigrazione. Si impegna a Berlino nei centri giovanili con l’associazione Deutsche schreberjungend e anche per l’accoglienza dei migranti turchi in diverse aree e città tedesche. Coordinerà con la cooperativa sociale Atlantide la gestione di alcuni centri di accoglienza dei profughi dell’ex Jugaslavia arrivati a Bologna negli anni ‘90 su richiesta del Comune. Inizia ad occuparsi di pedofilia e denuncia il Comune per irregolarità e illegalità. Entra in contatto con il centro Childfocus del Belgio e realizza la federazione europea per bambini scomparsi e sessualmente abusati. Dal 1996 al 2003 gestisce con Arci Ragazzi il Centro ex Tirò di Casalecchio. Dopo la costituzione della federazione europea nasce il Centro Aurora, centro nazionale per bambini scomparsi e sessualmente abusati la cui sede, a Bologna, viene data gratuitamente dalla giunta di Giorgio Guazzaloca. Intanto Serena realizza due libri bianchi, uno sui bambini scomparsi in Italia dal titolo “Il mausoleo della memoria” e l’altro “Viaggio nelle tenebre” sul traffico d’organi, la pedofilia e le sette sataniche. Il Centro Aurora purtroppo chiuderà poiché il Comune di Bologna con la nuova amministrazione toglierà la sede gratuita e verrà a mancare la volontà politica per lo studio e la ricerca sulla pedofilia. Serena si trasferirà in Spagna dove ancora oggi continua la sua attività di studio, ricerca e volontariato.

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