Ci sono uomini che non si possono comprare

Ci sono uomini che non si possono comprare

Ho conosciuto Giuseppe a metà degli anni Novanta. Poco dopo Mani Pulite. Me lo ricordo come se fosse ora, in piedi sulla strada che fiancheggia la Chiesa di Sant’Agostino dei Boschi, a Granaglione. Gli descrivevo la mia visione dell’operazione Mani Pulite, tesa, più che alla “pulizia”, ad annientare la classe politica DC/PSI che da tempo gestiva il potere in Italia. Mi ascoltava con attenzione e interesse. Ma io capivo che mi guardava come se fossi un matto. Pochi anni dopo, nel Duemila, sono tornato a Granaglione, mio paese natale, per viverci. È stata l’occasione per poterlo conoscere più a fondo. Settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno. Curioso come sono di natura, ho cercato di osservare da vicino, chiedendogli spesso anche di “frugare nelle carte”, la sua attività di Amministratore del territorio. Una attività di presenza quotidiana. Di ascolto e attenzione paziente dei problemi di ogni cittadino. Di impegno instancabile per risolverli. Il suo consenso viene da qui. Poi ho imparato a comprendere anche il suo lato “machiavellico” (il fine che giustifica i mezzi). Lui, socialista municipale di nascita, e orgoglioso socialista che non ha mai abbandonato il suo Partito anche quando si è ridotto ai minimi termini, pur di perseguire il progetto di affrancamento ed autonomia del suo Comune, ha stretto alleanze che gli hanno valso, da parte dei suoi (pochissimi in verità) detrattori, la nomea di uomo della destra o uomo dei comunisti a seconda dei momenti storici. Il risultato è che in questi decenni, dal 1985 ad oggi (lo vedrete dalla rassegna stampa) è riuscito a ridare dignità a un Comune, Granaglione, che era considerato la Cenerentola della provincia di Bologna. Lo ha dotato delle infrastrutture essenziali, quali viabilità, rete idrica ed elettrica, toponomastica, banda larga, preservando con ostinazione le sue risorse, acqua in primis, e valorizzandole, vedi la Birra di Castagna, per la quale, quando era ancora nella fase di un’idea da sviluppare, è stato ripetutamente deriso….
Info
ISBN :
Pagine :
Anno :
9788868320836
224 B/N
2016
Collana :
Formato :
Inediti
Brossura 21x30 cm
ISBN :
9788868320836
Pagine :
224 B/N
Anno :
2016
Collana :
Inediti
Formato :
Brossura 21x30 cm
Autore
Paolo Brunetti

Nasce nel 1945 a Granaglione, un paese dell’Appennino toscoemiliano. Si laurea in Giurisprudenza nel 1970, nel pieno della protesta sessantottina, con una tesi di critica dell’ideologia del diritto sindacale e, subito dopo, butta via libri e codici. Milita in Potere Operaio prima e in Autonomia Operaia poi, attorno alla rivista “Rosso”. Dirigente del Comune di Casalecchio di Reno, presso Bologna, denuncia pubblicamente, nel 1974, le speculazioni edilizie e gli intrecci affaristici del PCI. È uno dei soci fondatori della cooperativa che dà vita, a Bologna, a Radio Alice, prima radio libera. Partecipa attivamente alle lotte degli anni Settanta, nel CLEP (collettivo lavoratori enti pubblici), ed in seguito, per l’attività politica e di denuncia svolta, verrà ripetutamente (tra il 1977 e il 1984) inquisito e incarcerato per reati di sovversione dai magistrati di area PCI ma uscirà completamente assolto da ben 5 procedimenti penali. Tra il 1981 e il 1984 lo troviamo esule tra la Corsica e Parigi. Tornato al suo posto di lavoro nel 1984 dà vita a un sindacato autonomo che sarà il suo principale strumento per combattere la meritocrazia e le privatizzazioni nei servizi pubblici portate avanti soprattutto dal PCI. Intanto, nel 1982, assieme ad altri amici, aveva dato vita alla Società Editrice Andromeda, di cui sarà Presidente sino al 2012, per “dare spazio e voce” a centinaia di ricercatori inascoltati dall’ufficialità nei campi del sapere più disparati (economia, salute, fisica, biologia…). Oggi ne è il Direttore Editoriale. A metà degli anni ’90 collabora alla costruzione della trasmissione televisiva “Report” di Milena Gabanelli e degli spettacoli di Beppe Grillo. Nel 2000 ritorna con la famiglia da Bologna al ‘paesello’ d’origine, ma anche lì non sfugge al suo karma e quindi lo troveremo in prima fila nella difesa dei beni comuni (acqua, ambiente, sanità, trasporti) sotto attacco da parte delle orde neoliberiste e neofeudali che spadroneggiano in Europa. Ama definirsi un combattente per la libera informazione e la difesa dei beni comuni. Si ritiene un uomo fortunato perché è sempre riuscito a fare quello che ha voluto, perché ha avuto molti, e autentici, amici, e perché è padre di due figli, Giulio e Marta, che ama e stima profondamente.

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